9 Maggio Festa dell’Europa

L’Europa nel cuore e la sua bandiera alla finestra!

Distribuzione bandiere UE
Vi informiamo che da domani è possibile ritirare, a fronte di un piccolo contributo, una bandiera dell’Unione Europea presso i seguenti punti:

Martedì 7 maggio
11:00 – 13:00 Via XX Settembre c/o Mercato Orientale
17:30 – 19:30 Via Sestri, Sestri c/o Piazza Baracca

Mercoledì 8 maggio
11:00 – 13:00 Marassi c/o Mercato Corso De Stefanis/Via Tortosa

Giovedì 9 maggio (Festa dell’Europa)
11:00 – 13:00 Piazza Palermo, c/o Mercato incrocio Via Pisacane
17:00 – 19:00 Piazza De Ferrari c/o Monumento Garibaldi


Una bandiera per l’Europa

Giovedì 21 marzo la distribuzione delle bandiere dell’Unione da parte di FILO EUROPA, il network nazionale dei movimenti civici europeisti che credono nella mobilitazione civile per risvegliare le coscienze e influenzare l’azione dei partiti.

In 5 città – Roma, Milano, Torino, Genova e Verona – CasaEuropa, Italiastatodidiritto, Lavori in Corso, Movimento Federalista Europeo, Osservatorio21, Per l’Italia con l’Europa, Riprendiamoci il futuro, Sì, Torino va avanti, Soprattutto Europa, saranno in piazza per accelerare la diffusione della campagna e del messaggio.

Sale intanto a 10 il numero dei movimenti aderenti a FILO EUROPA per promuovere congiuntamente appuntamenti ed eventi in vista delle elezioni europee di maggio e per sostenere l’Europa dei valori condivisi.

Vestiamo d’Europa le nostre città

Milano, 19 marzo 2019 – I movimenti civici di FILO EUROPA – il network nazionale che riunisce realtà che hanno scelto la mobilitazione civile per risvegliare le coscienze – giovedì 21 marzo saranno contemporaneamente in 5 città italiane per distribuire le bandiere dell’Unione da esporre alle finestre per sostenere un’Europa più forte e solidale.

Nove i movimenti presenti in Piazza: Casa Europa e Movimento Federalista Europeo, a Roma, Italiastatodidiritto, Per l’Italia con l’Europa, Lavori in Corso di ricostruzione civile, Riprendiamoci il futuro, a Milano; Osservatorio21 e Sì, Torino va avanti, a Torino; Soprattutto Europa, a Genova.

Di seguito i luoghi e le 5 città presidiate:

  • Genova : Piazza De Ferrari (dalle 16 alle 19)
  • Milano: Piazza Cadorna, piazza Cordusio, Piazza Argentina.
  • Roma: Piazza del Popolo, Metro A Ottaviano/San Pietro (dalle 16 alle 18)
  • Torino: Via Sacchi
  • Verona: Piazza Bra.

L’obiettivo è arrivare alle elezioni del 26 maggio con milioni di bandiere blu stellate alle finestre, perché gli italiani si sentano cittadini europei e ne condividano i valori fondanti: pace, democrazia rappresentativa, liberalismo progressista, stato di diritto, causa climatico-ambientale e sviluppo sostenibile e solidale.

L’Europa è la casa di questi valori, e soltanto difendendo e rafforzando la casa europea gli italiani potranno far crescere democrazia, economia e giustizia sociale. Questa la missione di FILO EUROPA, che punta sull’unione di tutte le possibili energie civiche, per amplificare le numerosissime iniziative dei cittadini che vogliono fare politica senza appartenenze partitiche, e che credono nella mobilitazione civile per risvegliare le coscienze e per influenzare l’azione dei partiti.

Dopo il 21 marzo, i movimenti di FILO EUROPA si mobiliteranno ancora congiuntamente sabato 6 aprile 2019 con la Manifestazione a Torino per il Futuro, lo Sviluppo e le Infrastrutture

Sono oggi saliti a 10 i movimenti aderenti a FILO EUROPA: CasaEuropa (Roma) – Conoscere l’Europa (Orvieto) – Italiastatodidiritto (Milano) – Lavori in Corso di ricostruzione civile (Milano) – Movimento Federalista Europeo (Roma) – Osservatorio21 (Torino) – Per l’Italia con l’Europa (Milano) – Riprendiamoci il futuro (Milano) – Sì, Torino va avanti (Torino) – Soprattutto Europa (Genova).

I movimenti di FILO EUROPA si riconoscono nella ferma opposizione all’attuale governo italiano, che, con una gestione dell’economia di stampo assistenzialista e una visione politica nazionalista, sta impoverendo il Paese, sta rubando il futuro ai giovani e sta isolando l’Italia nella Comunità Europea e internazionale.


La Primavera dell’Europa

La Primavera dell’Europa, nella settimana dal 21 al 29 Marzo 2019, è un’iniziativa composta da tanti eventi nelle scuole di tutta Italia per conoscere e parlare di Unione europea e delle sue opportunità.

L’iniziativa si prefigge di realizzare una serie di eventi a livello locale, rivolte a giovani studenti delle classi 4a. e 5a. della scuola secondaria di secondo grado, con lo scopo di:
– diffondere l’informazione di base sulle attività e sul funzionamento dell’Unione europea,
– promuovere le opportunità dell’Unione europea offerte ai giovani,
– promuovere la partecipazione dei giovani alla vita democratica dell’Unione europea.

I Centri d’Informazione Europe Direct (EDIC), i Centri di documentazione europei (CDE) ed i Punti Locali Eurodesk (PLE), ovvero le “antenne” dell’Europa a livello locale, faciliteranno l’identificazione delle scuole e dei giovani ambasciatori, potranno organizzare eventi sull’UE con le stesse caratteristiche in tutta Italia, nell’ambito della settimana della Primavera dell’Europa.
Anche le singole scuole su base volontaria potranno associarsi all’iniziativa, ma dovranno rivolgersi alle loro “antenne” di riferimento dell’Unione europea (Centri di Documentazione Europea, Centri di Informazione Europe Direct, Punti Locali Eurodesk) per registrare il loro evento tra quelli ufficiali e poter utilizzare il logo dell’iniziativa.

Per maggiori informazioni consultare la pagina https://www.primaveradelleuropa.eu/

Per la Regione Liguria sono attualmente a calendario i seguenti appuntamenti:

Regione EventoLiguria
Città EventoGENOVA
Sede EventoIstituto Suore dell’Immacolata
Indirizzo EventoPiazza Paolo da Novi 11
Inizio22/03/2019 10:00
Fine22/03/2019 11:30
DescrizionePrimavera dell’Europa:
– Presentazione del Centro Europe Direct
– Presentazione Campagna #Stavoltavoto
– Presentazione Programma Erasmus
– Presentazione SVE e Corpo Europeo di Solidarietà
Tipologia EventoDibattiti nelle scuole
E-mailcentroeuropedirect@comune.genova.it
Telefono010 5574087

Regione EventoLiguria
Città EventoGENOVA
Sede EventoLiceo Classico e Linguistico C. Colombo
Indirizzo EventoDino Bellucci 2
Inizio28/03/2019 10:30
Fine28/03/2019 12:30
DescrizionePrimavera dell’Europa:
– Presentazione del Centro Europe Direct
– Presentazione campagna #Stavoltavoto
– Presentazione Programma Erasmus
– Presentazione SVE e Corpo Europeo di Solidarietà
Tipologia EventoDibattiti nelle scuole
E-mailcentroeuropedirect@comune.genova.it
Telefono010 5574087

Lettera di Macron ai cittadini europei

di Emmanuel Macron

L’Europa secondo Macron

Cittadini d’Europa, se prendo la libertà di rivolgermi direttamente a voi, non è solo in nome della storia e dei valori che ci riuniscono. È perché è urgente. Tra qualche settimana, le elezioni europee saranno decisive per il futuro del nostro continente.. Mai dalla Seconda guerra mondiale, l’Europa è stata così necessaria. Eppure, mai l’Europa è stata tanto in pericolo.

La Brexit ne è l’emblema. Emblema della crisi dell’Europa, che non ha saputo rispondere alle esigenze di protezione dei popoli di fronte alle grandi crisi del mondo contemporaneo. Emblema, anche, dell’insidia europea. L’insidia non è l’appartenenza all’Unione Europea ma sono la menzogna e l’irresponsabilità che possono distruggerla. Chi ha detto ai Britannici la verità sul loro futuro dopo la Brexit? Chi ha parlato loro di perdere l’accesso al mercato europeo? Chi ha evocato i rischi per la pace in Irlanda tornando alla frontiera del passato? Il ripiego nazionalista non propone nulla; è un rifiuto senza progetto. E questa insidia minaccia tutta l’Europa: coloro che sfruttano la collera, sostenuti dalle false informazioni, promettono tutto e il contrario di tutto.

Di fronte a queste manipolazioni, dobbiamo resistere. Fieri e lucidi. Dire innanzitutto cos’è l’Europa. È un successo storico: la riconciliazione di un continente devastato, in un inedito progetto di pace, di prosperità e di libertà. Non dimentichiamolo mai. E questo progetto continua a proteggerci oggi: quale Paese può agire da solo di fronte alle aggressive strategie delle grandi potenze? Chi può pretendere di essere sovrano, da solo, di fronte ai giganti del digitale? Come resisteremmo alle crisi del capitalismo finanziario senza l’euro, che è una forza per tutta l’Unione? L’Europa, sono anche quelle migliaia di progetti quotidiani che hanno cambiato il volto dei nostri territori, quel liceo ristrutturato, quella strada costruita, l’accesso rapido a Internet che arriva, finalmente. Questa lotta è un impegno di ogni giorno perché l’Europa come la pace non sono mai acquisite. In nome della Francia, la porto avanti instancabilmente per far progredire l’Europa e difendere il suo modello. Abbiamo dimostrato che quanto ci dicevano inaccessibile, la creazione di una difesa europea o la tutela dei diritti sociali, era possibile.

Ma occorre fare di più, più rapidamente. Perché c’è l’altra insidia, quella dello status quo e della rassegnazione. Di fronte alle grandi crisi del mondo, i cittadini molto spesso ci dicono: “Dov’è l’Europa? Che fa l’Europa?”. È diventata ai loro occhi un mercato senz’anima. L’Europa invece non è solo un mercato, è un progetto. Un mercato è utile, ma non deve far dimenticare la necessità di frontiere che proteggono e di valori che uniscono. I nazionalisti sbagliano quando pretendono di difendere la nostra identità con il ritiro dall’Europa, perché è la civiltà europea che ci riunisce, ci libera e ci protegge. Ma anche coloro che non vorrebbero cambiare nulla sbagliano, perché negano le paure che attanagliano i nostri popoli, i dubbi che minano le nostre democrazie. Siamo in un momento decisivo per il nostro continente; un momento in cui, collettivamente, dobbiamo reinventare politicamente, culturalmente, le forme della nostra civiltà in un mondo che si trasforma. È il momento del Rinascimento europeo. Pertanto, resistendo alle tentazioni del ripiego e delle divisioni, vi propongo di costruire insieme questo Rinascimento su tre ambizioni: la libertà, la protezione e il progresso.

Difendere la nostra libertà

Il modello europeo si fonda sulla libertà dell’uomo, sulla diversità delle opinioni, della creazione. La nostra prima libertà è la libertà democratica, quella di scegliere i nostri governanti laddove, ad ogni scrutinio, alcune potenze straniere cercano di influenzare i nostri voti. Propongo che venga creata un’Agenzia europea di protezione delle democrazie che fornirà esperti europei ad ogni Stato membro per proteggere il proprio iter elettorale contro i cyber-attacchi e le manipolazioni. In questo spirito di indipendenza, dobbiamo anche vietare il finanziamento dei partiti politici europei da parte delle potenze straniere. Dovremo bandire da Internet, con regole europee, tutti i discorsi di odio e di violenza, in quanto il rispetto dell’individuo è il fondamento della nostra civiltà di dignità.

Proteggere il nostro continente

Fondata sulla riconciliazione interna, l’Unione Europea ha dimenticato di guardare le realtà del mondo, ma nessuna comunità crea un senso di appartenenza se non ha limiti che protegge. La frontiera, significa la libertà in sicurezza. Dobbiamo pertanto rivedere lo spazio Schengen: tutti coloro che vogliono parteciparvi devono rispettare obblighi di responsabilità (rigoroso controllo delle frontiere) e di solidarietà (una stessa politica di asilo, con le stesse regole di accoglienza e di rifiuto). Una polizia comune delle frontiere e un ufficio europeo dell’asilo, obblighi stringenti di controllo, una solidarietà europea a cui ogni paese contribuisce, sotto l’autorità di un Consiglio europeo di sicurezza interna: credo, di fronte alle migrazioni, in un’Europa che protegge al contempo i suoi valori e le sue frontiere

Le stesse esigenze devono applicarsi alla difesa. Da due anni sono stati realizzati importanti progressi, ma dobbiamo indicare una rotta chiara: un trattato di difesa e di sicurezza dovrà definire i nostri obblighi indispensabili, in collegamento con la Nato ed i nostri alleati europei: aumento delle spese militari, clausola di difesa reciproca resa operativa, Consiglio di sicurezza europeo che associa il Regno Unito per preparare le nostre decisioni collettive.

Le nostre frontiere devono anche garantire una giusta concorrenza. Quale potenza al mondo accetta di proseguire i propri scambi con coloro che non rispettano nessuna regola? Non possiamo subire senza proferir parola. Dobbiamo riformare la nostra politica della concorrenza, rifondare la nostra politica commerciale: punire o proibire in Europa le aziende che ledono i nostri interessi strategici ed i nostri valori essenziali, come le norme ambientali, la protezione dei dati ed il giusto pagamento delle tasse; e assumere, nelle industrie strategiche e nei nostri appalti pubblici, una preferenza europea come fanno i nostri concorrenti americani o cinesi

Ritrovare lo spirito di progresso

L’Europa non è una potenza di secondo rango. L’Europa intera è un’avanguardia: ha sempre saputo definire le norme del progresso. Per questo, deve portare avanti un progetto di convergenza più che di concorrenza: l’Europa, in cui è stata creata la previdenza sociale, deve instaurare per ogni lavoratore, da Est a Ovest e dal Nord al Sud, uno scudo sociale che gli garantisca la stessa retribuzione sullo stesso luogo di lavoro, e un salario minimo europeo, adatto ad ogni paese e discusso ogni anno collettivamente.

Riannodare il filo del progresso significa anche prendere la guida della lotta ecologica. Guarderemo in faccia i nostri figli se non riassorbiamo anche il nostro debito climatico? L’Unione Europea deve fissare la sua ambizione — 0 carbonio nel 2050, dimezzamento dei pesticidi nel 2025 — e adattare le sue politiche a questa esigenza: Banca europea per il clima per finanziare la transizione ecologica; forza sanitaria europea per rafforzare i controlli dei nostri alimenti; contro la minaccia delle lobby, valutazione scientifica indipendente delle sostanze pericolose per l’ambiente e la salute… Questo imperativo deve guidare tutta la nostra azione: dalla Banca centrale alla Commissione europea, dal budget europeo al piano di investimento per l’Europa, tutte le nostre istituzioni devono avere il clima per mandato.

Il progresso e la libertà significano poter vivere del proprio lavoro: per creare posti di lavoro, l’Europa deve anticipare. È per questo che non solo deve regolamentare i giganti del digitale, creando una supervisione europea delle grandi piattaforme (sanzioni accelerate per le violazioni della concorrenza, trasparenza dei loro algoritmi…), ma deve anche finanziare l’innovazione dotando il nuovo Consiglio europeo dell’innovazione di un budget comparabile a quello degli Stati Uniti, per prendere la guida dei nuovi grandi cambiamenti tecnologici, come l’intelligenza artificiale.

Un’Europa che si proietta nel mondo deve essere volta verso l’Africa, con cui dobbiamo stringere un patto per il futuro. Assumendo un destino comune, sostenendo il suo sviluppo in modo ambizioso e non difensivo: investimenti, partenariati universitari, istruzione delle ragazze…

Libertà, protezione, progresso. Dobbiamo costruire su questi pilastri un Rinascimento europeo. Non possiamo lasciare i nazionalisti, senza soluzioni, sfruttare l’ira dei popoli. Non possiamo essere i sonnambuli di un’Europa rammollita. Non possiamo rimanere nella routine e nell’incantesimo. L’umanesimo europeo è un’esigenza di azione. Ed ovunque i cittadini chiedono di partecipare al cambiamento. Allora entro la fine dell’anno, con i rappresentanti delle istituzioni europee e degli Stati, instauriamo una Conferenza per l’Europa al fine di proporre tutti i cambiamenti necessari al nostro progetto politico, senza tabù, neanche quello della revisione dei trattati. Questa conferenza dovrà associare gruppi di cittadini, dare audizione a universitari, parti sociali, rappresentanti religiosi e spirituali. Definirà una roadmap per l’Unione Europea trasformando in azioni concrete queste grandi priorità. Avremo dei disaccordi, ma è meglio un’Europa fossilizzata o un’Europa che progredisce, talvolta a ritmi diversi, rimanendo aperta a tutti?

In questa Europa, i popoli avranno veramente ripreso il controllo del loro destino; in questa Europa, il Regno Unito, ne sono certo, troverà pienamente il suo posto.

Cittadini d’Europa, l’impasse della Brexit è una lezione per tutti. Usciamo da questa insidia; diamo un senso alle prossime elezioni e al nostro progetto. Sta a voi decidere se l’Europa, i valori di progresso che porta avanti, debbano essere più di una parentesi nella storia. È la scelta che vi propongo, per tracciare insieme il cammino di un Rinascimento europeo.

Emmanuel Macron


Soprattutto Europa è tra i fondatori di Filo Europa

Soprattutto Europa è tra i fondatori del network Filo Europa.

Nasce FILO EUROPA, il network nazionale dei movimenti civici europeisti, che unisce i gruppi che si battono per un’Italia diversa in un’Europa più forte e solidale.

Cinque i movimenti promotori di FILO EUROPA: Italiastatodidiritto, di Milano; Osservatorio21, di Torino; Per l’Italia con l’Europa, di Milano; Comitato “Sì, Torino va avanti”, di Torino; Soprattutto Europa di Genova.

Il “filo” che collega i movimenti promotori, e tutti quelli che si uniranno in seguito, è quello dei valori condivisi della democrazia rappresentativa, del liberalismo progressista, dello stato di diritto, della causa climatico-ambientale e dello sviluppo sostenibile e solidale.

L’Europa è la casa di questi valori, e soltanto difendendo e rafforzando la casa europea gli italiani potranno far crescere democrazia, economia e giustizia sociale.

I movimenti di FILO EUROPA si riconoscono nella ferma opposizione all’attuale governo italiano, che con una gestione dell’economia di stampo assistenzialista e una visione politica nazionalista, sta impoverendo il Paese, sta rubando il futuro ai giovani e sta isolando l’Italia nella Comunità Europea e internazionale.

La missione di FILO EUROPA è di collegare le energie civiche, cioè le numerosissime iniziative di cittadini che vogliono fare politica senza appartenenze partitiche, e che credono nella mobilitazione civile per risvegliare le coscienze e per influenzare l’azione dei partiti.

Il network FILO EUROPA, si è dato anche un marchio, presentato oggi, che si affiancherà graficamente ai loghi dei singoli movimenti aderenti. Lo spirito di FILO EUROPA, infatti, è quello di rafforzare le identità dei singoli movimenti civici che mantengono la propria autonomia.
I movimenti di FILO EUROPA si mobiliteranno congiuntamente in tre appuntamenti pubblici in vista delle elezioni europee di maggio:

  • Giovedì 21 marzo 2019, festa di San Benedetto patrono dell’Europa: “Una bandiera per l’Europa”, presidio delle piazze per la vendita delle bandiere europee e invito ai cittadini ad esporle dalle finestre di casa;
  • Domenica 7 aprile 2019: “Marcia per l’Europa”, camminata lungo la Via Francigena, arteria stradale europea sin dal Medioevo;
  • Domenica 9 maggio 2019: in occasione della “Festa dell’Europa”, manifestazione di piazza a Milano.

Esibire la bandiera: una proposta per riappropriarci dell’Europa come patria

di Romano Prodi

C’è molto in gioco nelle prossime elezioni europee, alle quali troppi cittadini si avvicinano con un senso di smarrimento e di frustrazione, dimenticando la nostra storia e, insieme ad essa, i contributi che, se camminiamo insieme, possiamo dare per affrontare i problemi di oggi e per riaccendere le speranze per il domani del nostro pianeta così affaticato.

Nel passato l’Europa ha affrontato, attraverso drammi e conflitti, tutti i grandi scontri che insanguinano e dividono il mondo d’oggi, trovando le mediazioni e preparando i passi in avanti che più hanno fatto progredire la nostra tribolata umanità. Ci sorprendiamo delle lotte religiose fra sciiti e sunniti che oggi infiammano il mondo islamico e non pensiamo alla faticosa convivenza che i Paesi europei hanno raggiunto dopo secoli di lotte religiose fra i cristiani.

Non ripensiamo al nostro faticoso cammino verso la democrazia intervallato dalle esperienze dittatoriali e dalle guerre che hanno devastato il nostro continente per tutto il secolo scorso, ma alle quali l’Unione Europea ha potuto fare seguire il più lungo intervallo di pace mai esistito nella storia. Senza dimenticare il benessere che abbiamo potuto raggiungere costruendo (caso unico nella storia) un mercato comune che ha unito tra di loro Paesi ripetutamente devastati da guerre commerciali e dalle barriere al libero movimento di uomini e di beni.

Nella frustrazione nella quale siamo immersi dimentichiamo persino la fatica con cui abbiamo costruito lo stato sociale che, pur con i suoi limiti e le sue imperfezioni, resta la più grande conquista della politica mondiale e non riesce ad essere riprodotto nella sua universalità perfino nel più ricco Paese del mondo e non sembra essere un obiettivo prioritario nemmeno per la Cina, astro nascente della politica mondiale.

Sappiamo benissimo che, di fronte alla potenza americana e all’ascesa cinese nessuno Stato europeo potrà da solo conservare quanto è stato conquistato in passato: eppure ci stiamo illudendo che il ritorno alle frontiere nazionali possa essere la soluzione dei problemi e il superamento degli ostacoli che rendono faticoso il progresso del cammino europeo. Facciamo finta di ignorare che i grandi cambiamenti o vengono imposti con le armi o esigono tempo e fatica. Eppure, invece di dedicarci a preparare il futuro, lottiamo per dividerci il presente, pur sapendo che anche il presente non potrà essere conservato se non rafforzando la nostra unità.

Se siamo incapaci di interpretare il ruolo che l’Europa unita può giocare nel mondo, una grande responsabilità grava certamente anche sui responsabili dei governi e dei partiti che più si dichiarano europeisti. I governi hanno sistematicamente anteposto gli interessi elettorali di breve periodo alla politica di coesione necessaria ad assicurare all’Europa il ruolo di protagonista nell’economia e nella politica mondiale.

I secondi hanno regolarmente usato le elezioni europee per garantire un posto ai perdenti delle elezioni nazionali, contribuendo quindi anch’essi a sminuire il ruolo delle istituzioni comunitarie che, dopo avere fatto grandi cose in passato, si sono ridotte a giocare un ruolo sempre minore, senza più avere la forza e il coraggio di affrontare i grandi temi oggi sul tavolo: dalle regole della globalizzazione alle migrazioni, dalle disuguaglianze economiche alle conseguenze delle nuove tecnologie.

Tutti questi limiti, uniti alla sciagurata gestione della lunga crisi economica, hanno allontanato il nostro cuore dalla grandezza e dalla necessità della missione europea. Noi tutti comprendiamo che non vi è alternativa al destino comune: il nostro cervello ci fa capire che le nostre energie si indeboliscono ogni giorno di fronte a superpotenze sempre più forti ma il cervello non basta. Credo proprio (e vi prego di perdonare questa per me inusuale espressione retorica) che occorra qualcosa che riscaldi il cuore e che ci faccia anche visibilmente capire che l’Unione Europea è il nostro destino e non l’oggetto di piccoli disegni politici.

Mi piacerebbe quindi che il 21 marzo noi tutti, nel nostro e negli altri Paesi dell’Unione, esponessimo dalle nostre finestre e sventolassimo nelle nostre strade e nelle nostre piazze milioni e milioni di bandiere europee. Penso al 21 marzo perché quel giorno deve simbolicamente richiamare il primo giorno della primavera europea e perché ci ricorda San Benedetto, che non solo è il patrono d’Europa ma che, nel secolo più buio del disfacimento dell’impero romano, ha fatto appello ai nostri valori comuni per ricostruire l’anima e la stessa economia dell’Europa di allora.
Per scaldare i nostri cuori abbiamo anche bisogno di simboli: la bandiera è il simbolo più comprensibile e immediato che noi possediamo.

Non è un compito facile perché anche la bandiera deve essere fabbricata, distribuita da mille e mille associazioni, accolta da milioni e milioni di persone (#uneuropapernoi) e spiegata a tutti nel suo significato etico, politico, economico e sociale. Non sarà questo un gesto rivoluzionario ma sarà certo utile per capire quanto la scelta o il rifiuto dell’Europa saranno decisivi per il nostro destino futuro. E quindi quanto saranno importanti le prossime elezioni europee.

Romano Prodi


 

Invito all’incontro pubblico “per Genova con l’Europa”

Soprattutto Europa invita i cittadini a partecipare al dibattito pubblico «per Genova con l’Europa», una occasione per discutere di come i cittadini vivono questo momento di incertezza locale e globale e capire che richieste fanno i giovani, futuro della nostra società, nel quadro di uno sviluppo sostenuto dall’Europa.

Un evento organizzato in collaborazione con il Centro Europe Direct  di Genova e Centro In Europa.

Programma:

  • Introduzione – Anna Castellano (Soprattutto Europa)
  • L’Eurobarometro e la percezione dei cittadini – Alessandro Cavalli (Sociologo)
  • L’Europa vista dagli studenti genovesi – Carlotta Gualco (Centro in Europa)
  • Perché sì all’Europa – Paola Testori Coggi (già Direttore Generale Salute e Consumatori della CE)
  • I giovani e l’Europa – Andrea Scarpati (Ricercatore Economia)
  • Videomessaggio di Massimo Gaudina (Rappresentanza a Milano della Commissione Europea)
  • Dibattito
  • Europa e prospettive di sviluppo economico – Enrico Musso (Università di Genova)
  • Prossime iniziative – Luca Miraglia (Soprattutto Europa)

Modera – Matteo Macor (la Repubblica)

Su questi temi Soprattutto Europa vuole aprire un confronto con la città e offrire elementi di discussione: Giovedì 13 dicembre 2018 alle ore 17:30 presso la Sala Convegni di Eventi Genova in Via XX Settembre, 41 (3° piano).

Saranno presenti tra gli altri: Gruppo Erasmus Genova, Energie Nove, Giovani del Movimento Federalista Europeo, Gruppo Giovani Confindustria Genova, Pensare e Agire, Scuola di Politiche Liguria, Supernova.

Media partner La Voce di Genova e More News.


 

Cosa fa per me l’Europa

di Luca Miraglia

Come entra l’Europa nel nostro quotidiano? Come influisce sui nostri posti di lavoro, le nostre famiglie, la nostra assistenza sanitaria, i nostri hobby, i nostri viaggi, la nostra sicurezza, le nostre scelte di consumo e i nostri diritti sociali? In che modo è presente nei nostri paesi, nelle nostre città e nelle nostre regioni?

Come cittadini europei, indipendentemente dal luogo in cui viviamo, da come ci guadagniamo da vivere o trascorriamo il nostro tempo libero, l’Unione Europea incide sulla nostra vita quotidiana.

In vista delle elezioni europee del 2019, il Parlamento Europeo ha reso disponibile il nuovo sito web “Cosa fa per me l’Europa” che presenta una serie di brevi note che esplorano le azioni e i risultati conseguiti dall’Unione dal punto di vista del singolo individuo e la collettività.

Cosa fa per me l’Europa

Si possono effettuare richerche per luogo, gruppo sociale, professione o attività d’interesse.

Il sito web “Cosa fa per me l’Europa” è in evoluzione. Strada facendo verrà aggiunto altro materiale. Iniziamo dunque a esplorare quanto già disponibile.

Allora, cosa fa l’Europa per te?

Vediamo ad esempio le schede della Liguria e le sue province:


Liguria

Liguria – Manarola – Le terrazze (Foto di William Domenichini)

Regione tra le più piccole d’Italia, la Liguria è uno scrigno di bellezze storiche e naturalistiche. Il suo clima mite, le sue innumerevoli bellezze paesaggistiche, come le Cinque Terre, Portofino, Santa Margherita Ligure, e i suoi parchi naturali, sono solo alcune delle attrattive di una regione ricca di storia marinara, palazzi, giardini, antichi borghi e chiese. La Liguria vanta un PIL pro-capite al di sopra della media nazionale con un’economia che si basa sul comparto portuale, l’edilizia, le telecomunicazioni, l’automazione industriale, le apparecchiature biomediche, oltre che sulla cantieristica e componentistica navale. Nel settore agricolo riveste particolare importanza la coltivazione dei fiori.

L’apporto dell’Unione europea a livello regionale – esempi

  • La sicurezza e sostenibilità del trasporto marittimo sono particolarmente sentite in questa regione protesa verso il mare, in cui le attività portuali rivestono un ruolo economico di primo piano. L’UE favorisce e finanzia la cooperazione transfrontaliera in tale ambito, come ad esempio con il progetto Venti e Porti (circa 1,4 milioni di euro di fondi UE) che, attraverso una sinergia tra la Corsica, la Liguria e la Toscana, ha creato una piattaforma di misurazione e monitoraggio dei venti in tempo reale per la pianificazione e l’assistenza del traffico portuale.
  • L’agenda digitale è una delle priorità dell’UE, che ha voluto una serie di iniziative quali il miglioramento della connettività per i cittadini. In Liguria tra il 2009 e il 2014 l’UE ha erogato complessivamente più di 7 milioni di euro per servizi relativi alla diffusione della banda larga.
  • La tutela della biodiversità marina in Liguria è una necessità data l’importanza del mare anche a fini turistici. Con il fondo LIFE, l’UE sostiene iniziative volte a salvare specie in via di estinzione, come nel caso del progetto RE.LIFE volto a reintrodurre nel parco delle Cinque Terre la Patella ferruginea, un invertebrato in via di estinzione, con l’apporto di fondi europei per quasi 750.000 euro.

Scheda: Cosa fa per me l’Europa – Liguria


Genova

Genova panorama Porto Antico

Capoluogo della Liguria e città metropolitana, Genova vanta una storia affascinante e avventurosa. Fu potente Repubblica Marinara, partecipò alle crociate e fu annessa al Regno di Sardegna. Fiorì tra il ‘500 e il ‘600 e la sua prosperità traspare dalla ricca architettura delle Strade Nuove e il sistema dei Palazzi dei Rolli. Capitale europea della cultura nel 2004, Genova ospita anche realizzazioni contemporanee come il Bigo e la Bolla di Lorenzo Piano. L’economia della città ruota intorno al porto, all’industria pesante, cantieristica navale, acciaierie, settore bancario e artigianato di qualità. Genova è inoltre un importante polo universitario e per la ricerca scientifica, grazie al Polo tecnologico e scientifico della Collina Erzelli.

Esempi di iniziative e progetti sostenuti dall’Unione europea

  • 40 milioni di fondi europei sono stati stanziati nel 2016 per Genova per finanziare progetti nel campo dell’agenda digitale, sostenibilità dei servizi pubblici e mobilità urbana, servizi per l’inclusione sociale, infrastrutture per l’inclusione sociale e assistenza tecnica.
  • Con 758 mila Euro, l’UE ha contribuito al riassetto idrogeologico del tratto terminale del torrente San Pietro e ai lavori di salvaguardia idraulica ed edile allo scopo di ridurre il rischio idrogeologico.
  • La cura del patrimonio storico di Strada Nuova nella città di Genova è stata finanziata anche da 1,9 milioni di finanziamenti UE per il recupero del camminamento che unisce Palazzo Bianco a Palazzo Tursi.
  • L’efficienza e la sostenibilità del porto di Genova ha costituito l’oggetto del progetto INES, finanziato con un contributo europeo di circa 4 milioni 650 mila euro, per la costruzione di nuovi impianti per il combustibile, la raccolta e il trattamento dei rifiuti, e la costruzione di impianti elettrici.
  • Fondi europei hanno finanziato il 20 % del costo complessivo per l’installazione di impianti fotovoltaici in almeno 10 scuole della città di Genova.

Scheda: Cosa fa per me l’Europa – Genova


La Spezia

La Spezia

La Spezia è una caratteristica cittadina della Riviera Ligure del levante nella cui provincia si trovano le assai conosciute Cinque Terre, un insieme di cinque villaggi arroccati sulla roccia e prospicienti il mare, che offrono scorci ineguagliabili. La storia di La Spezia è strettamente legata alle vicende di Genova e al mare. Fu prefettura marittima sotto l’Impero francese e divenne un quartier generale della Marina nella seconda metà dell’800. La Spezia è anche ricordata dagli Ebrei come Schaar Zion, ossia Porta di Sion, in quanto da qui partirono le navi con migliaia di persone sfuggite alla persecuzione nazista in direzione della Palestina. Oltre al turismo, l’economia di La Spezia e della sua provincia si basa sull’industria cantieristica, petrolchimica, tessile, di elettrodomestici e metalmeccanica.

Esempi di iniziative e progetti sostenuti dall’Unione europea

  • Più di un milione di euro di fondi europei sono stati utilizzati tra il 2010 e il 2015 per effettuare opere di miglioramento idraulico del canale di Fossamastra, al fine di metterne in sicurezza le strutture e di ricostruirne alcuni attraversamenti.
  • Nell’ambito dei lavori di riconversione di aree inutilizzate, due progetti hanno beneficiato rispettivamente di 760.000 euro e 380.000 euro di fondi europei (circa un quarto del costo totale) per convertire l’area ex Fitram della compagnia di trasporto pubblica ATC in zona Canaletto, in una biblioteca pubblica e in un’area polifunzionale per esposizioni, rappresentazioni teatrali, musicali e di spettacolo e servizi.
  • La provincia di La Spezia, assieme a province della Toscana e Sardegna, ha beneficiato di fondi europei nel quadro del progetto Serena, volto a potenziare la cooperazione transfrontaliera con la Francia nel settore nautico in particolar modo per la formazione e l’occupazione in questo settore industriale.

Scheda: Cosa fa per me l’Europa – La Spezia


Imperia

Imperia Porto Maurizio (Foto di Julian Nitzsche)

Imperia è una città del litorale ligure che riunisce gli agglomerati di Oneglia e Porto Maurizio, separati dal torrente Impero. La città situata nella Riviera Ligure di Ponente ha dato i natali ad Andrea Doria, condottiero e nobile genovese, e allo scrittore Edmondo de Amicis. È una città caratterizzata dai tipici colori e sapori mediterranei e si situa nella cosiddetta riviera dei fiori, come la vicina città di San Remo. Imperia ha alle spalle le Alpi marittime e risente dell’influenza della vicina Francia. Il turismo, la pesca e l’industria alimentare sono i suoi settori economici di punta.

Esempi di iniziative e progetti sostenuti dall’Unione europea

  • Con il progetto antica strada militare si è resa nuovamente percorribile la vecchia strada militare lunga 40 km che collegava Monesi (Imperia) a Limone Piemonte (Piemonte) attraversando un tratto del territorio francese. Il progetto è stato realizzato con più di un milione di euro di finanziamenti europei provenienti dal programma di cooperazione italo-francese ALCOTRA.
  • L’Unione europea ha stanziato ingenti fondi per finanziare una serie di interventi che hanno preso collettivamente il nome dal Parasio al mare e che hanno permesso di ristrutturare e ammodernare il Parasio, centro medievale di Porto Maurizio sul litorale di Imperia.
  • Più del 30% (600 mila euro) del costo della ristrutturazione del museo navale di Imperia è stato finanziato con fondi europei.
  • Per la realizzazione della banda larga nei territori della provincia di Imperia e Savona sono stati impiegati circa 3,5 milioni di euro di fondi europei (il 32% del costo complessivo del progetto).
  • Quasi un milione di euro di fondi europei sono stati impiegati per la riqualificazione dell’asse Corso Mombello e Santa Tecla a Sanremo.

Scheda: Cosa fa per me l’Europa – Imperia


Savona

Fortezza Priamar a Savona

Situata nella Riviera Ligure di Ponente e sin dall’antichità rivale della vicina Genova, Savona fu un importante centro economico e militare in età bizantina. Distrutta dai barbari, rinacque divenendo un libero comune nel 1191. In seguito acquisì l’importanza economico-strategica e culturale che le valse l’appellativo di città dei Papi, poiché dalla famiglia savonese della Rovere nacquero Giulio II e Sisto IV quest’ultimo promotore della Cappella Sistina di Savona. Di tradizioni democratiche, la città fu sede del Processo di Savona che anticipò il suo ruolo nella resistenza antifascista. La sua economia ruota intorno al porto per il trasporto di merci e passeggeri, ma anche all’industria metalmeccanica, cantieristica, elettrotecnica, chimica, alimentare e della lavorazione del vetro.

Esempi di iniziative e progetti sostenuti dall’Unione europea

  • Savona ha beneficiato di ingenti finanziamenti europei nel quadro del Progetto Integrato Urbano (PIU) di cui fanno parte opere quali: una serie di interventi per creare un sistema di collegamento ciclo pedonale tra gli spazi pubblici e la Fortezza del Priamar (circa 900 mila euro di fondi europei), la realizzazione del nuovo tratto della passeggiata a mare sul fronte di via Cimarosa e il potenziamento del polo sportivo dei giardini di via Trincee.
  • L’Unione europea ha sostenuto la metà del costo del restauro delle facciate sud ed ovest del museo d’arte contemporanea Casa del Console di Calice Ligure.
  • Con quasi un quarto di finanziamenti europei (più di 1,6 milioni di euro) è stata realizzata la nuova piscina comunale olimpica di Savona.
  • Con 4 milioni e 700 mila Euro di fondi europei (il 32% del costo complessivo) è stata data attuazione al Parco Tecnologico della Val Bormida ente per la realizzazione di politiche regionali quali il supporto alle imprese in ambito tecnologico, servizi di ricerca in campo energetico e ambientale, attività di incubatore di imprese e validazione di idee imprenditoriali.

Scheda: Cosa fa per me l’Europa – Savona


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